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Monday, May 30, 2011

Insalata di Papaya, un infusione di Enzimi...

Il somtum - ovvero “insalata di papaya” - è uno dei piatti più popolari e piccanti della Thailandia, e viene servito ovunque, dai venditori per la strada ai ristoranti. La papaya viene raccolta verde quando ancora prematura, poi pelata e tagliata a 'tranci' fini. Il piatto e' originario del Nord Est della Thailandia e viene servito generalmente con arachidi, aglio, peperoncino, gamberi, pomodori, erbe, sale, succo di limone, miele o zucchero. Questa versione e' vegana sattvica, cioe' non piccante e senza sale, e senza derivati animali. Ho sostituito il sale con delle alghe wakame, escluso l'aglio e peperoncino (fa caldo qui) e aggiunto un carattere piu' 'soave' usando alcune spezie come il pepe nero (in minima quantita') e del comino, semi di coriandolo e di finocchio. La 'salsa' e' favolosa e semplice: alcune erbette di aneto, erba cipollina e coriandolo, 4-5 pomodori, 1 mango, le spezie prima descritte, tamarindo e succo di limone. Tritate bene e servite sopra la papaya e le alghe. In Europa delle mele verdi e del finocchio potrebbero essere un'alternativa. La papaya rimane comunque ineguagliabile per la sua alta concentrazione di enzimi. La Papaina infatti e' uno degli enzimi proteolitici piu' potenti che si possano trovare in una pianta. Assunta durante il processo digestivo di proteine, si comportera' come un agente catalitico agendo come un mezzo acido, alcalino o neutro. Cio' e' d'importanza basilare per coloro che soffrono di problemi digestivi a causa di mancanza di enzimi nell'organismo e di bassa produzione di acido cloridrico nello stomaco. La Papaina e' quindi un integratore ideale per chi soffre di problemi digestivi e anche malattie croniche come il tumore. Mangiare un insalata di papaya al giorno senza condimenti come sale, aglio e peperoncino ristabilisce la salute in una persona affetta da degenze croniche se parallelamente viene seguito un protocollo olistico. Mi inoltrero' piu' avanti a questo riguardo. La papaya e' a mio avviso il frutto piu' medicinale e squisito che la Terra ci ha donato.

QUI IL VIDEO, per traduzioni , domande etc. contattatemi a rawfrontiers(at)gmail.com
Buona visione.


Wednesday, May 4, 2011

Eccolo qua, il nostro nuovo 'giocattolo' :)

                               Introducing the MultiPurposeKnife, 8 in ONE! :)

Friday, August 20, 2010

Digiuno terapeutico e crudismo, un Racconto

Una conversazione su crudismo e digiuno con Hans Peter - pioniere crudista germanico. All'eta' di 70 anni mostra perfette condizioni di salute nonostante all'eta' di 30 fu rassegnato dai dottori per via di una grave malformazione cardio-vascolare. Attraverso un digiuno terapeutico in Svizzera e la successiva transizione ad una dieta cruda egli recupera perfette condizioni di salute nel corso di alcuni anni!

Il video e' in tedesco con sottotitoli in inglese. Se trovate tempo e voglia di tradurre il contenuto mandatemi il transcript per email a rawfrontiers@gmail.com

Monday, July 26, 2010

Aggiornamenti

AIAIAI , non ho aggiornato questo blog da un po di tempo :)

Che dire, le informazione si trovano all'interno e non saprei che aggiungere al fatto che una volta presentata l'informazione bisogna anche utilizzarla...

Potremo continuare a parlare e scrivere articoli per il solo piacere di scrivere , ma avrebbe molto piu' senso anche farne qualcosa.

Nelle statistiche di Blogger ho notato che molte persone visitano questo blog , quindi ho pensatio di aggiornare queste pagine in futuro, con quello che mi viene in mente/cuore, ma come detto vi consiglio di leggere tutte le pagine, dall'inizio. Vi sono molti articoli che per quanto differenti sono interessanti nella loro totalita'.

Negli ultimi mesi ho viaggiato molto in Europa. E' passato un anno da quando sono ritornato in queste terre dopo 4 anni di viaggio oltremare. Devo dire che mi sono ambientato bene in questa zona continentale (forse meglio: ho ambientato bene questa zona a cio' che voglio!!)... Interiormente mi tengo pronto per partire verso zone piu' tropicali - come il Messico e gli Stati Uniti (Sud).

L' anno scorso viaggiai da Innsbruck (Austria) fino a Malaga (Spagna) in un viaggio epico con la mia legendaria bicicletta HANNAH. 3000 km di sole, frutta e liberta'. Mi fermai in Portogallo a lavorare presso degli amici crudisti in una farm auto-sufficiente, continuai dopo alcuni mesi verso l'Austria/Vienna. Oggi vivo nella Foresta in Germania Meridionale e continuo a lavorare in questo ambito: crudismo. Negli ultimi mesi ho organizzato piu' di 15 eventi e piu' progetti si alineano in futuro. Quello che sento e' che independentemente da fattori esterni il bisogno di continuare in questa direzione e' l'unica possibilita' che ci e' rimasta. :) Il mondo pian-piano si sta accorgendo che per sopra-vivere su questa terra bisogna anche prendere responsabilita' attraverso uno stile di vita coscienzioso ed etico. Certo ancora molto lavoro ci aspetta. Ma l'importante e' anche divertirsi mentre si fa questo e quello :)

Auguro ad ognuno lettore, attivista, blogger mille auguri in questo ambito. Qualunque lavoro voi fate, continuate!

Monday, October 19, 2009

Campagna 'Contro La fame (e la malattia!) un'altra alimentazione e' NECCESSARIA!!

Mentre gli organismi internazionali ed i governi nazionali "discutono" le loro proposte, più di 800 milioni di persone, ogni anno, continuano a morire di fame nell'indifferenza dei paesi industrializzati.

I consumatori occidentali utilizzano 1 tonnellata di derrate alimentari l'anno: 90 Kg. per il consumo diretto, i rimanenti 910 Kg. quale mangime per produrre carne, latte ed uova. Siamo di fronte ad una produzione di energia alla rovescia; per una caloria di cibo animale occorrono fino a 20 calorie di alimenti vegetali: per produrre 1 Kg. di carne occorrono mediamente 10 Kg. di cereali e 3.000 litri d'acqua. 

II 50% dei cereali ed il 75% di soia prodotti nel mondo vengono utilizzati per nutrire animali che vengono mangiati nei paesi occidentali anziché essere utilizzati per nutrire milioni di persone sottoalimentate.

Dieci milioni di ettari di terreni del Sud del mondo sono destinati alla produzione di alimenti per gli allevamenti animali che potrebbero invece sfamare più di otto miliardi di esseri umani.

Ogni anno, solo in Italia, si "consumano" più di 700 milioni di animali provenienti da allevamenti intensivi, disastrosi da un punto di vista ambientale e veri e propri lager di sofferenza animale. I fenomeni "mucca pazza", "polli alla diossina", etc. sono la "naturale" conseguenza di questo tipo di allevamento.

 Se si riducesse drasticamente il consumo di alimenti di origine animale, si risparmierebbero quei cereali, soia, legumi, terra, acqua ed energia necessari per sfamare coloro che non hanno a disposizione neanche una tazza di cereali al giorno.

Le false credenze sulle proprietà nutrizionali indispensabili della carne sono purtroppo dure a morire; in questi ultimi decenni la richiesta di alimenti animali è lievitata soprattutto in conseguenza delle forti pressioni pubblicitarie esercitate dalle lobby dei produttori dell'industria carnea.

Allevare animali per cibo richiede più di un terzo di tutte la materie prima e carburanti fossili dell'occidente. Produrre un singolo hamburger richiede carburanti fossili sufficienti a far funzionare per 20 ore un computer o per illuminare una stanza per 100 ore.

L'industria della carne è tra la prime cause di inquinamento delle acque. Gli animali da allevamento producono 130 volte più escrementi che la popolazione umana, 40.000 chili al secondo. Un'industria di 3.000 maiali genera rifiuti solidi equivalenti a quelli di una città di 12.000 abitanti.

 L'attuale modello alimentare é sostenuto da poche multinazionali che producono semi, pesticidi, ormoni e anabolizzanti, allevano e macellano animali, controllano la distribuzione e l'immagine del prodotto carne. Mentre nel nord dei mondo le emergenze sanitarie sono rappresentate da obesità e da patologie legate al consumo eccessivo di carne, il Sud del mondo si vede sottrarre alimenti vitali per la sopravvivenza.

 Allevare animali per cibo richiede più di un terzo di tutte la materie prima e carburanti fossili dell'occidente. Produrre un singolo hamburger richiede carburanti fossili sufficienti a far funzionare per 20 ore un computer o per illuminare una stanza per 100 ore.

 L'industria della carne è tra la prime cause di inquinamento delle acque. Gli animali da allevamento producono 130 volte più escrementi che la popolazione umana, 40.000 chili al secondo. Un'industria di 3.000 maiali genera rifiuti solidi equivalenti a quelli di una città di 12.000 abitanti.

Il pianeta fornisce cereali a sufficienza per dare ad ogni essere umano una razione quotidiana di 3000 Kcal e circa il doppio dei suoi bisogni ottimali di proteine. Chi non dispone di 2000 Kcal soffre di sottonutrizione. Il 35% dei cereali viene invece dato da mangiare agli  animali di cui solo una parte dell'umanità può nutrirsi.

L'attuale modello alimentare é sostenuto da poche multinazionali che producono semi, pesticidi, ormoni e anabolizzanti, allevano e macellano animali, controllano la distribuzione e l'immagine del prodotto carne. Mentre nel nord dei mondo le emergenze sanitarie sono rappresentate da obesità e da patologie legate al consumo eccessivo di carne, il Sud del mondo si vede sottrarre alimenti vitali per la sopravvivenza.

Nel 2025 ci saranno 10 miliardi di individui. Bisogna scegliere se continuare a produrre alimenti per ingrassare gli animali oppure cibo per gli esseri umani. Gli scienziati sono concordi nel dire che è tecnicamente possibile nutrire tutta l’umanità (a patto che questa sia vegetariana) e che la fame nel mondo non è una questione di produzione ma di distribuzione delle risorse.

I paesi del 3° Mondo dipendono da quelli ricchi per una parte sempre maggiore del loro approvvigionamento di derrate alimentari: il 60% degli aiuti alimentari nel terzo mondo vengono dai paesi occidentali. In un mercato veramente libero i paesi del sud potrebbero produrre il loro cibo ma le sovvenzioni ai produttori occidentali alterano pesantemente il mercato e invadono i mercati poveri con la sovrapproduzione scoraggiando la produzione dei cereali tradizionali locali.

Occorrono 7 calorie vegetali per produrre una sola caloria animale, questo vuol dire che in un mondo affamato, nella produzione dell’alimento carneo 6 calorie vanno perse: Un ettaro di terreno utilizzato per la coltura della soia produce 28 volte più proteine (di alto valore biologico) che se fosse utilizzato per l’allevamento bovino. 

Di fronte ai crescenti bisogni alimentari del terzo mondo non è più possibile consentire l’enorme spreco di cerali destinati agli animali d’allevamento, infatti questi consumano il 35% della produzione cerealicola mondiale e a questi si aggiungono le farine di pesce, di carne, di latte, di panelli di soia, di arachidi, di girasole ecc.

Nell’allevamento intensivo la produzione di carne causa uno spreco insostenibile: il rendimento medio è solo del 10%. Secondo il dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti ci vogliono 16 kg di miscugli di cereali e soia per ottenere un solo kg di carne di bue; 6 kg per un kg di maiale, 4 per un kg di tacchino, 3 per produrre un kg di pollo o di uova.

Se il mondo producesse cereali come nell'agricoltura americana si consumerebbe l’80% dell’energia ora consumata nel mondo: costituirebbe una minaccia per l’intero pianeta e rovinerebbe finanziariamente il terzo mondo. Nei paesi dell’OCSE la maggior parte delle produzioni vegetali sono destinate all’alimentazione animale: solo il 20% dell’energia consumata nel settore agricolo è impiegata per la produzione di vegetali consumati direttamente dall’uomo.

La maggior parte dei paesi in via di sviluppo (sotto la costante pressione delle multinazionali agroalimentari e zootecniche) opta per la produzione di derrate redditizie, destinate all’esportazione. Così i contadini sono costretti ad estendere sempre più le superfici destinate alle monocolture per poter pagare le importazioni di cereali e le aree destinate alla coltivazione di derrate alimentari umane si restringono sempre più.

L’enorme costo energetico degli allevamenti intensivi li renderà sempre meno competitivi rispetto agli allevamenti classici a causa del costante aumento del costo di energia. I settori più minacciati sono quelli delle produzioni animali e in serra. I trasporti degli alimenti a grandi distanze in un futuro non saranno più possibili. Dopo l’esaurimento delle fonti di energia non rinnovabili, la carne diventerà un prodotto raro e caro, accessibile solo alle persone abbienti.

Se i paesi industrializzati riducessero gli allevamenti non dovrebbero più importare tanti alimenti per il bestiame di provenienza dai paesi de Terzo Mondo: questi ultimi dovrebbero orientare necessariamente la loro produzione verso alimenti destinati direttamente all’uomo. Il prezzo della terra nei paesi in via di sviluppo si ridurrebbe e i piccoli agricoltori potrebbero tornare all’agricoltura tradizionale e sarebbero in grado di nutrire se stessi e le loro famiglie.

Ogni anno milioni di agnelli vengono immobilizzati, sgozzati e fatti morire lentamente dissanguati. Tre minuti di pura agonia e questo perchè la carne possa essere più bianca, tenera ed appetibile. Quest'anno festeggia Pasqua senza agnello nel piatto. Evita un'inutile strage di innocenti.

L'industria della carne è tra le prime cause di inquinamento delle acqua. Gli animali da allevamento producono 130 volte più escrementi che la popolazione umana, 40.000 chili al secondo. Un'industria di 3.000 maiali genera rifiuti solidi equivalenti a quelli di una città di 12.000 abitanti.

L'allevamento di animali per cibo è una delle più gravi cause di deforestazione: le foreste pluviali vengono distrutte a un ritmo di 310.000 km quadrati all'anno per fare spazio agli allevamenti di animali. Il costo ambientale di un singolo hamburger è di mezzo metro quadro di terra. 

Il mondo occidentale utilizza il 60% dei cereali per nutrire gli animali da allevamento. L'Europa importa milioni di tonnellate di alimenti vegetali per nutrire le sue stalle intensive. Un vitello necessita di 13 Kg di grano e soia per aumentare di un solo chilo. Campagna "Contro la fame un'altra alimentazione è possibile"

Il 70% delle terre agricole dell'occidente è usato per allevare e nutrire gli animali. Un ettaro di terreno può produrre in un anno 2.500 kg di proteine vegetali, oppure soltanto 200 kg di proteine animali se utilizzato a pascolo o per coltivare cibo per gli animali. Campagna "Contro la fame un'altra alimentazione è possibile"

Allevare animali per cibo consuma più della metà delle risorse idriche del pianeta. Ci vogliono 3.150 litri d'acqua per produrre un solo chilo di carne bovina, mentre ne bastano 200 per produrre un chilo di grano.

L'epoca dei granai pieni sta per finire, anzi è già finita. Da ormai 5 anni il mondo mangia più cibo di quanto ne produca. E se finora le grandi nazioni hanno potuto evitare la crisi attingendo alle scorte, ora anche queste sono scese ai livelli più bassi degli ultimi 25 anni: così nel prossimo futuro vedremo grande competizione sui mercati mondiali per accaparrarsi gli stock di cereali, con prezzi in drastico aumento. 

tratto da, il manifesto del 6.12.2007

 

Secondo l’Antitrust, i prezzi della frutta e degli ortaggi aumentano del 77% nel caso di filiera cortissima (agricoltore-consumatore), del 103% nel caso di un intermediario, del 290% nel caso di due intermediari, del 294% nel caso di filiera lunga. Dunque, acquistando prodotti locali si risparmia (poiché si evitano i costi di trasporto), s’inquina meno (poiché la merce viaggia per meno km) e si ha merce più fresca.

http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_8f4310883795dd42a43738cce9a45af3.html

 

Secondo l’Antitrust, i prezzi dei generi alimentari, nel passaggio dal produttore al consumatore, aumentano del 241% nel caso del latte, del 369% nel caso della pasta, del 1.325% nel caso del pane.

http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_8f4310883795dd42a43738cce9a45af3.html

 

 Secondo la Coldiretti, per ogni euro speso dai consumatori, 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 centesimi all’industria e solo 17 centesimi all’agricoltore.

http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_8f4310883795dd42a43738cce9a45af3.html

 Circa 24.000 persone muoiono ogni giorno per fame o cause ad essa correlate.

Il 10% dei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo muoiono prima di aver compiuto cinque anni.

Carestia e guerre causano solo il 10% dei decessi per fame, benché queste siano le cause di cui si sente più spesso parlare. La maggior parte dei decessi per fame sono causati da malnutrizione cronica.

 Le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare autosufficienti: semi di buona qualità, attrezzi agricoli appropriati e l'accesso all'acqua.

http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/poverta.htm

 Numerosi esperti in questo campo, sono convinti che il modo migliore per alleviare la fame nel mondo sia l'istruzione. Le persone istruite riescono più facilmente ad uscire dal ciclo di povertà che causa la fame.

http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/poverta.htm

 

 Oltre la metà dei bambini della terra soffre pesanti privazioni a causa di povertà, conflitti e HIV/AIDS,

http://www.sosinfanzia.org/statistiche/poverta_nel_mondo.asp

 

 

 Quasi la metà delle 3,6 milioni di persone morte in guerra dal 1990 al 2004 sono bambini. Nel corso degli anni 90, quasi 20 milioni di bambini hanno dovuto abbandonare le proprie case a causa di conflitti armati.

http://www.sosinfanzia.org/statistiche/poverta_nel_mondo.asp

 

 "Ogni anno sulla Terra ci sono 76 milioni di persone in più" M. Wackernagel (Terra Reloaded) http://www.youtube.com/watch?v=OQELcu7EcT4

 

 

"Fra il 2007 e il 2008 il prezzo del grano è aumentato del 130 %. Il prezzo del riso è raddoppiato" L. Brown

 http://www.youtube.com/watch?v=OQELcu7EcT4

 

 

 

 

 GO VEG!!!!